Riflessione domestica – IV dom TP anno C [11/05/2025]

Comunità pastorale delle parrocchie di Chiuro e Castionetto

Riflessione domestica – IV dom TP anno C [11/05/2025]

da Parrocchiaponte.it, il sito della Comunità pastorale delle parrocchie di San Maurizio, San Luigi Gonzaga, Santi Matteo e Carlo.

Riproponiamo anche su parrocchiechiurocastionetto.it una iniziativa in collaborazione con la comunità pastorale di Ponte, Sazzo e Arigna: oltre al commento al Vangelo, un semplice sussidio per tutta la famiglia con giochi e riflessioni a partire dalle letture della domenica.

Come pecore al macello, centinaia di civili, bambini che giocano, medici che lavorano, sono uccisi nei vari conflitti cui ci stiamo abituando. Da Gaza a Kiev, fino al poco nominato Sudan. Vittime di ragioni geo-politiche che non danno peso alla vita delle persone. Davanti alla follia omicida di chi usa la guerra come aggressione, che viola ogni regola, noi discepoli siamo come pecore condotte al macello. Ma non siamo soli, però. Perchè Gesù, condotto al macello durante la Settimana Santa, ora è risorto e vittorioso. Questa certezza è il nostro orizzonte: non abbiamo paura perchè il Signore ha vinto il mondo (Gv 16,33), con l’amore, col dono di sé. Questo possiamo fare anche noi seguendo il pastore e condividendo quella pace del cuore che Lui ci dona e che diventa scelta di vita. Il pastore di Giovanni, non è il buon pastore di Luca che lascia le 99 pecore per cercare quella dispersa (Lc 15, 4-8), ma è un vero e proprio combattente che difende le pecore dall’assalto dei lupi e dai mercenari. Una sottolineatura che completa quella di Luca: Gesù è il misericordioso, il compassionevole, rivela il volto tenerissimo di Dio, ma è anche determinato, disposto a morire per le proprie pecore, come abbiamo avuto modo di celebrare nei giorni della Pasqua. La fede è colma di tenerezza, ma anche di pacifica convinzione e determinazione. Il Signore quindi è un alleato, l’uomo forte che ci difende dalla disperazione, dal caos, dal vittimismo e noi siamo il suo gregge. Per far parte del suo gregge però, occorre anzitutto ascoltare la sua voce con costanza, per imparare a conoscerla e farsi conoscere da Lui. In questo tempo pasquale la liturgia pone al centro della nostra riflessione ancora l’accoglienza della Parola. Parola che va conosciuta, pregata, vissuta, meditata. Perché quella Parola ci permette di leggere la nostra vita e gli eventi anche conflittuali e incomprensibili che stiamo vivendo, nella logica di Dio. Ascoltare la voce del Signore, seguirne le indicazioni, ci fa prendere coscienza della vita eterna che è in noi. Nessuno ci può rapire dalla sua mano: nè i giudizi degli altri, nè la violenza di tutti i terroristi del mondo, nè la delusione delle nostre vite, nè i nostri sbagli o i nostri peccati, nè le mode, le paure, i sensi di colpa, la visione sbagliata di noi stessi, i limiti, le ombre… Perchè l’amore di Dio è più forte di ogni cosa, nulla ci separerà da lui (Rm 8). Siamo il gregge di Dio, il suo popolo, non perchè siamo perfetti, ma perchè ci siamo scoperti amati e perdonati. Abbiamo sperimentato la misura, senza misura, dell’amore di Cristo, per questo riconosciamo in Lui il nostro Pastore e lo seguiamo con gioia. Sappiatevi amati, buona domenica. 

Per tutti, in particolare famiglie e ragazzi, proponiamo spunti di riflessione e giochi  presi dalla rivista “Catechisti parrocchiali”, potete aprire il file cliccando su: “riflessione e giochi” in fondo alla pagina.